Nella parte centrale si ha una sorta di rielaborazione del viaggio, ci viene raccontata la quatidianità sia con i dettagli di quello che il ragazzo deve fare per sopravvivere nei sette mesi, ma soprattutto contano le emozioni ed i sentimenti che scaturiscono dall'essere circondati giorno dopo giorno da una immensa distesa di acqua. Ad esempio Pi racconta del suo primo pesce ucciso, lui che è un vegetariamo, di come si è sentito, del fatto che è ancora nelle sue preghiere e di come il bisogno cambi velocemente le persone.
Pensavo che la parte tra lui e la tigre fosse preponderante, la base di tutti il racconto, invece viene trattao come uno dei tanti aspetti della quotidianità. Certo è vero che ogni azione del ragazzo è strettamente legata al suo compagno di sventura, ma il racconto non mi ha dato l'impressione di essere incentrato solo sulla tigre.
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